LA SCIENZA IN PIAZZA® : FOOD IMMERSION – MOSTRA “GOLOSI” E TANTO ALTRO ANCORA

Come ogni anno il Comune di Bologna anima piazze, musei, palazzi, biblioteche, librerie e centri culturali con LA SCIENZA IN PIAZZA®, una serie di eventi promossi dalla Fondazione Marino Golinelli,  unici e molto speciali.  Fil rouge di questa edizione, l’alimentazione, che condurrà attraverso una vera e propria FOOD IMMERSION .

100 eventi in 17 giorni tra mostre, incontri con esperti di discipline diverse e autori di libri, spettacoli, laboratori interattivi, degustazioni culturali. Si parla di nutrizione e salute; di esplorazione del gusto e cibo come opportunità di scambio culturale; di ricerca nello spazio e di sfide alimentari per la mensa del futuro pensando anche all’EXPO 2015 e oltre; di scienza in cucina e di consumo consapevole. Sempre con un linguaggio semplice e accessibile a tutti con l’obiettivo di stimolare e migliorare il rapporto con la scienza, la tecnologia, e di suscitare la passione per l’innovazione e la ricerca.

Difficile poter degustare tutto quello che accade tra questa moltitudine di eventi interessanti e coinvolgenti ma sicuramente vale la pena di visitare la mostra GOLOSI, arte e scienza del gusto, allestita nella sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio che è un po’ il cuore della manifestazione otre che ad essere molto in linea con la filosofia di Sauce and Life Project. 

Opere d’arte contemporanea, video scientifici, exhibit e un laboratorio interattivo per grandi e bambini sviluppano un percorso attraverso cinque aree (il dilemma dell’onnivoro; i sensi del gusto; buono da pensare; i segreti del cibo spazzatura; la ri-costruzione del gusto) dedicate ad altrettanti temi. La mostra esplora i meccanismi, sia istintivi sia legati all’apprendimento, attraverso i quali l’evoluzione ha nascosto dietro al piacere di un attimo una complessa valutazione delle proprietà nutrizionali del cibo. In mostra opere di Marina AbramovicBoaz Arad, Gabriella Ciancimino, Cheryl Donegan, Christian Jankowski, Jorgen Leth, Marilyn Minter. 

 

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Altra esposizione interessante è “Origami nel piatto”, in cui viene presentato un menu completo, dall’antipasto al dessert, realizzato seguendo l’antica tecnica della piegatura della carta.

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Abbiamo seguito poi un evento al Museo Civico Archeologico, a nostro parere di grande spessore e interesse, dal titolo “Filosofi a banchetto”, saperi e sapori.  Una conferenza tenuta dal Professor Walter Cavini dell’Università di Bologna.

 

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A prima vista cibo e filosofia, amore del sapore e amore del sapere, non sembrano andare d’accordo per i filosofi antichi. Una forma di ascetismo del gusto e di rigida frugalità alimentare sembra percorrere la dieta filosofica dei pensatori dell’antichità classica. Da Pitagora con la sua dieta vegetariana e i suoi tabù alimentari a Platone che considera i bisogni fisiologici elementari della fame e della sete come chiodi che inchiodano l’anima al corpo e disprezza l’arte culinaria considerandola non un’arte ma una routine empirica e una forma di lusinga del palato, dalla frugalità sprezzante e indecente dei cinici a quella amabile e serena di Epicuro, i filosofi antichi sembrano coltivare fra le altre virtù soprattutto quella della temperanza alimentare. D’altra parte, una scienza modello come la medicina ippocratica fondava la sua efficacia terapeutica soprattutto sulla dieta alimentare e Platone stesso, che per altro era ghiottissimo di olive e fichi secchi, elogia nelle Leggi il potere del vino, specie per gli adulti, come “filtro della temerarietà” e scandaglio rivelatore dell’anima umana; Aristotele, da parte sua, che sembra possedesse una splendida collezione di pentole, in un passo dell’Etica Nicomachea elogia l’arte culinaria per la sua capacità di dare piacere dando sapore ai cibi; e quanto a Epicuro, questi scrive fra l’altro che “principio e radice di ogni bene è il piacere del ventre: tutto ciò che è sapiente e importante si riferisce a esso”, guadagnandosi in questo modo la (ingiusta) fama di crapulone.

 

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L’incontro si è concluso con un aperitivo curato dallo chef della storia Claudio Cavallotti in cui è stato proposto un piatto (patina) di formaggio: alimento di tradizione greca tramandatoci dalla gastronomia latina, antenato del dolce sopravvissuto nei secoli col nome di “fior di latte” a base appunto di uova e latte. Come accompagnamento sono stati offerti due vini ricostruiti in maniera filologica sia nelle preparazioni che negli ingredienti. Il primo con profumo e sapore di ciliegia, ma senza la ciliegia; il secondo ricostruito secondo i dettami micenei, il vino degli eroi omerici, un alimento energetico contenente formaggio e farina.

 

Cavallotti

Dopo l’incontro con il Professor Calvisi è seguito uno scambio di idee e abbiamo deciso di creare, grazie all’aiuto del nostro chef umanista Luca Pappalardo, un MENU’ FILOSOFICO che sicuramente riserverà delle piacevoli sorprese..

 

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